Di Cookies, Trash e Decadentismo

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AI LIMITI DELL’ETICA

Domenica sono andata a Firenze, per il grande meeting generale intergenerazionale delle teachers. Eh, noi teachers, cosa non facciamo per tenerci aggiornate sulla fonetica. Il meeting era in un hotel, megawow, non farò nomi ma si chiama come il mare che bagna la costa est dell’Italia. Calcolando che ci eravamo svegliate alle 4.30, tra il gelo e le imprecazioni, per essere li alle 8.30, quando la receptionist ci ha accolte correndoci incontro per dirci, con inaudita grazia e a lettere maiuscole CHE QUELLO ERA L’ULTIMO PARCHEGGIO E CHE NON AVEVAMO DIRITTO AL PARCHEGGIO, la mia giornata si sarebbe già potuta dichiarare conclusa, così, 4 ore dopo la sveglia. E comunque noi abbiamo parcheggiato lo stesso. Non racconterò del meeting, anche perché credo di aver firmato carte che me lo impediscono, ma racconterò di pezzi d’arredamento decadenti. Nella hall, grande, almeno degli anni 70 ma potrei sbagliarmi, così decadente che manco Baudelaire, c’è questo pouf.

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O divanotto, come mi piace chiamarlo. Perde i bottoni. E’ del mio colore preferito, o almeno lo era 200 anni fa quando è stato comprato. Non s’intona con niente, nessuno ci si vuole sedere, e mi ha ricordato quanto fosse mesta la mia giornata che non era ancora quasi iniziata.

In realtà non voglio neanche raccontare del divanotto, voglio scrivere del pranzo, di cui pare siano particolarmente fieri. Pare, perché c’erano diversi cartelli che inneggiavano a una cucina gourmet. Forse quel giorno lo chef era in ferie. Ci sta, era il 4 di settembre. Io comunque quando ho visto i ravioletti col pesto di rucola ci ho creduto un casino. Poi li ho mangiati, e li ho mangiati tutti perché io in generale muoio di fame, ma era come mangiare l’erba del prato marinata una notte nell’acqua del Mar Morto. Il raviolo in sé era buono.

Poi c’era quello che suppongo avesse la pretesa di essere un secondo. Che però io non ho ancora capito cosa ci fosse dentro, probabilmente una melanzana, con contorno di melanzana. Ho sicuramente sentito una cipolla intera e della scamorza casuale. Non c’era la ciccia, e tutto sapeva di cipolla. Ah, come rimpiango i germogli di niente.

Ma veniamo al sodo. Il dessert. Ovvero, il dolce irrilevante. Che se non me l’avessero dato sarebbe stato uguale. La californiana, un classicone, e a chi non piacciono i classiconi? Evidentemente a chi ha fatto il dolce. Praticamente ho mangiato del kiwi alla gelatina. Mmmmmmmm.

Sono poi uscita dalla sala ristorante sconfortata e affamata, e sulla strada del ritorno ho mangiato un Camogliai limiti dell’etica.

Veniamo ai cookies, che non c’entrano niente con la storia, però ci ho pensato tutto il giorno per consolazione.

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COOKIES AL CIOCCOLATO BIANCO E CRANBERRIES

Ovvero il mirtillo rosso americano, anche detto ossicocco per gli amici. Sono buoni i cookies, dolci, per colmare tutti i tuoi vuoti, senza pezzettoni di cioccolato ma coi cranberries interi. Il cioccolato bianco è nell’impasto.

Per 18/20 cookies:

125 g burro (temperatura ambiente)

150 g di metà zucchero bianco e metà zucchero di canna

2 uova

1 tbsp di estratto di vaniglia

½ tsp di sale

1 tsp di lievito in polvere

160 g di farina

200 g di cioccolato bianco

160 g di cranberries

una spolverata di cannella

Se vuoi fare le cose per bene dovresti lasciare riposare l’impasto per almeno 24 ore nel frigo, quindi la parte in cui preriscaldi il forno la fai quando sei pronto a infornare. Oppure vai dritto così che comunque sono buoni uguale.

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Preriscalda il forno a 180°.

Spezzetta il cioccolato e tritalo finemente, anche nel tritatutto.

Nella ciotola del mixer, o in una ciotolona se non hai il mixer (e poi usi la frusta elettrica), sbatti insieme il burro e lo zucchero per un paio di minuti, a velocità media. Poi abbassi la velocità sennò fai un casino, e aggiungi le uova e l’estratto di vaniglia. Alza di nuovo la velocità e vrrrrrrr finché non è tutto bello omogeneo, proprio poco tipo mezzo minuto.

Adesso abbassi di nuovo, aggiungi il sale, il lievito e la farina (setacciati insieme).

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Spegni il mixer, e con la spatola unisci anche il cioccolato tritato e i cranberries all’impasto.

Prepara la teglia (due, meglio, così puoi infornarle entrambe se il forno scalda uniformemente o comunque non hai tempi d’attesa tra infornate) con della carta da forno. Con un pallinatore di gelato (anche detto porzionatore suppongo) che è, tra le altre cose, uno strumento indispensabile, inizia a fare le palline d’impasto: ne metto 9 in una teglia, ti vengono tutte uguali e abbastanza regolari.

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Dai una spolverata alla casa di cannella prima di infornare. Inforna per circa 10 minuti, stai attento però perché è un attimo che si bruciano quindi se aspetti che diventino dorati stai super pronto a tirarli fuori prima che sia un casino. Falli raffreddare un po’ sulla teglia prima di spostarli, e poi sono buoni freddi quindi lasciali comunque raffreddare da qualche parte prima di mangiarli.

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ENGLISH VERSION!

OF COOKIES, TRASH AND DECADENCE

AT THE LIMITS OF ETHICS

On Sunday I went to Florence, for the big intergenerational general meeting of us teachers. Eh, us teachers, the things we wouldn’t do to keep up to date on phonetics. The meeting was a hotel, megawow. I won’t say the name but it’s called as the sea on the east coast of Italy. Considering that we’d woken up at 4.30, with a side freezing cold and swearing, just to be there at 8.30, when the receptionist welcomed us by running towards us shouting, with immense grace and capital letters, that THAT WAS THE LAST PARKING SPOT AND WE DID NOT HAVE THE RIGHT TO PARK THERE, my day could’ve just ended then, 4 hours after waking up. We parked there anyway. I’m not gonna tell you about the meeting, also because I think I’ve signed some papers that forbid me to, but I’ll tell you about decadent pieces of furniture. In the hall, a big hall, in some sort of ‘70s style (but I could be wrong), so decadent not even Baudelaire could’ve done better, there was that greenish pouf.

Or couch-ette, as I like to call it. It’s missing buttons. It’s in my favorite color, or at least it was 200 years ago when they bought it. It matches nothing, nobody wants to sit on it and it reminded me of how miserable my day was, which hadn’t almost even started yet.

Actually, I don’t even want to talk about the couch-ette, I want to tell you about lunch –they seem to be pretty proud of it. There were signs advertising their incredible gourmet cuisine. But maybe their chef was on holiday that day –which could’ve been legit, it was the 4th September. However, when I saw ravioli with rocket sauce I actually got pretty excited. Then I ate them, and I ate them all because in general I’m always starving, but it was like eating grass marinated for a whole night in the water of the Dead Sea. The ravioli itself was good.

Then they served us what I suppose had the pretense to be a second course. I haven’t understood yet what was actually in it, probably an eggplant, with a side of eggplant. I could, for sure, taste a whole onion and some random scamorza cheese. No meat, and everything tasted like onion. Ah, how much I miss sprouts of nothing.

But let’s get to the point. Dessert. Aka, the irrelevant cake. If they hadn’t served it , it would’ve been the same. A californiana, great classic, who doesn’t like classics? Clearly the guy who made this one. I basically ate some jelly-flavored kiwi. Mmmmmmm.

I then proceeded to exit the restaurant, dejected and starved, and on my way back to Pesaro I had a Camogli –at the limits of ethics.

Let’s get to cookies, which have nothing to do with the story but I had been thinking about them all day for comfort.

WHITE CHOCOLATE AND CRANBERRIES COOKIES

Cookies are good, they’re sweet, to fill all your emotional lacks, no chocolate chunks but fill whole cranberries. White choc is in the dough.

Makes 18/20 cookies

125 g butter (room temperature)

150 g half white and half brown sugar

2 eggs

1 tbsp vanilla extract

½ tsp salt

1 tsp baking powder

160 g flour

200 g white chocolate

160 g cranberries

a dash of cinnamon

If you wanna do things properly you should let the dough rest for at least 24 hours in the fridge, so you just pre-heat the oven when you’re ready to bake. Or you can just skip the dough rest, they’ll be great anyway.

Pre-heat the oven to 180°C.

Break the chocolate and chop it finely, you can do that also in a blender.

In a mixer bowl, or in a big bowl if you don’t have a mixer (and then you use an electric beater), beat together butter and sugar for a couple of minutes, medium speed. Then lower the speed otherwise you’ll make a mess, and add the eggs and the vanilla extract. Turn the speed to medium again and vroooom until it’s all nice and smooth, like literally 30 seconds. Now turn the speed down again, add salt, baking powder and flour (sifted together).

Turn the mixer off, and add the chopped chocolate and cranberries to the dough with a spatula.

Get the oven tray ready (use two, so you can bake them at the same time if your oven heats evenly, and you don’t have any waiting time between the two batches) with parchment paper. Using an ice-cream scooper (which is, amongst other things, a kitchen essential) start making the dough balls: I put 9 on each baking tray, they come out all the same and quite regular.

Dust the house the cookies with cinnamon before baking. Bake for about 10 minutes, but be careful because they burn super easy –so be ready to take them out of the oven just when they start becoming golden. Let them cool for a while on the tray before moving them, and also, they’re good when cooled down completely so just leave them somewhere to cool down before eating them.

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